Lavoro a caldo a bordo: cos'è e quali permessi servono
Il lavoro a caldo è ogni lavorazione che produce fiamme, scintille o calore capace di accendere un incendio: saldatura, taglio con fiamma o plasma, molatura, brasatura. A bordo si fa solo con un permesso di lavoro e, dove possono esserci gas o vapori infiammabili, con un gas free valido.
Detto anche: hot work, lavori a caldo, permesso di lavoro a caldo, hot work permit, saldatura a bordo.
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Le regole cambiano e dipendono dal caso: per la tua ditta verifica con il consulente del lavoro o con l'RSPP.
Come funziona il permesso
Prima di accendere una torcia a bordo servono tre cose: sapere che la zona è sicura (il gas free, dove serve), avere il permesso del cantiere per quella zona e quel periodo, e sapere chi altro lavora lì. Il permesso ha una durata e si chiude a fine lavoro.
Errori comuni
- Lavorare con un permesso di un'altra zona o scaduto.
- Non sapere che la ditta accanto sta pitturando o coibentando.
- Chiudere il lavoro senza controllare che non restino punti caldi.
In Gassa il cantiere emette i permessi di lavoro a caldo per zona: senza un gas free valido nella stessa zona per tutto il periodo il permesso non parte, e si sospende se il gas free si chiude. Se nella stessa zona ci sono pitturazione, coibentazione, sabbiatura o spazi confinati, Gassa dà un avviso con la misura da prendere.
Fonti
Domande su: Lavoro a caldo (hot work)
Il cantiere, o chi coordina i lavori a bordo, con un permesso di lavoro che dice dove, quando, chi e con quali misure: estintori, sorveglianza antincendio, protezione dei materiali vicini. Le procedure cambiano da cantiere a cantiere: segui quelle del committente e del tuo RSPP.
Perché nella stessa zona altre ditte possono usare vernici, solventi o materiali isolanti infiammabili, o lavorare in spazi confinati. Sono rischi da interferenza che il committente deve valutare e coordinare, di solito nel DUVRI.